La Feijoa, chiamata anche guava ananas e identificata botanicamente come Acca sellowiana, è un frutto esotico dalla polpa chiara e aromatica. Nel mercato italiano si incontra soprattutto tra autunno e inverno, con prezzi rilevati nei negozi specializzati e nei reparti ortofrutta online tra 8 e 15 euro al chilogrammo nel febbraio 2026.
In breve
- La feijoa contiene circa 61 kcal per 100 grammi.
- Apporta vitamina C, fibre e composti antiossidanti utili in una dieta varia.
- La polpa si mangia con il cucchiaino, come quella del kiwi.
- Un frutto maturo cede leggermente alla pressione e profuma di ananas.
- La buccia è commestibile, ma può risultare amarognola.
Feijoa: che cos’è il frutto esotico noto come guava ananas
La Feijoa non è un piccolo lime, anche se la buccia verde e liscia può trarre in inganno. È il frutto dell’Acca sellowiana, una specie della famiglia delle Myrtaceae, la stessa che comprende eucalipto e mirto. La forma ricorda una prugna ovale e allungata, mentre l’interno presenta una polpa biancastra, morbida e granulosa vicino al centro.
La sua origine è sudamericana. La pianta cresce spontaneamente nelle aree montane e subtropicali di Brasile meridionale, Uruguay, Paraguay e Argentina settentrionale. Nel tempo è stata coltivata anche in Nuova Zelanda, California, Australia e Sudafrica. In Italia trova condizioni favorevoli soprattutto in Liguria, Toscana, Sicilia e Calabria, dove gli inverni non sono troppo rigidi e il terreno drena bene l’acqua.
Un esemplare adulto può raggiungere 5-8 metri di altezza, pur restando più basso quando viene potato in giardino. Le foglie hanno una pagina superiore verde e una inferiore grigio-argento. I fiori, carnosi e appariscenti, hanno petali bianchi o rosati con stami rosso acceso. Alcune varietà producono petali dolci e commestibili, usati talvolta per decorare insalate e dessert.
Il sapore è il tratto che divide i curiosi dagli appassionati. Non assomiglia a un solo frutto conosciuto. Chi la assaggia avverte spesso richiami di ananas, fragola, pera, banana e una nota erbacea che può ricordare la menta. Non si tratta quindi della classica frutta tropicale molto zuccherina e uniforme: il profilo aromatico cambia in base alla maturazione, alla varietà e al luogo di coltivazione.
La raccolta avviene in genere tra ottobre e dicembre nell’emisfero settentrionale. Il frutto non va necessariamente staccato con forza dal ramo. Quando è maturo tende a cadere naturalmente, un dettaglio utile per capire perché una feijoa raccolta troppo presto possa risultare dura e poco profumata. In commercio capita di trovare esemplari ancora sodi, destinati a completare la maturazione a temperatura ambiente.
Per chi cerca un’alternativa concreta alla frutta abituale, la feijoa ha un vantaggio pratico. Una porzione di circa 100-150 grammi corrisponde spesso a uno o due frutti di dimensione media e può sostituire lo spuntino basato su mela, pera o kiwi. Non serve trasformarla in un alimento raro da consumare soltanto per curiosità: funziona bene quando viene trattata come un frutto stagionale, da acquistare maturo e mangiare senza preparazioni elaborate.
Il prezzo merita attenzione perché la disponibilità resta meno costante rispetto agli agrumi. Tra i canali italiani rilevati nel febbraio 2026, la feijoa venduta sfusa o in piccole cassette oscillava tra 8 e 15 euro al chilogrammo; la produzione locale, quando disponibile, può risultare più conveniente dell’importazione. Se Lei la vede a un costo molto inferiore, controlli provenienza, grado di maturazione e integrità della buccia.
Questo piccolo frutto verde non sostituisce alcun alimento necessario alla dieta quotidiana, ma offre un modo preciso per variare sapori, fibre e vitamine durante i mesi freddi.

Feijoa, calorie e valori nutrizionali: vitamine, fibre e antiossidanti
Il dato più utile per valutare la feijoa riguarda la densità energetica. Le tabelle nutrizionali internazionali riportano per 100 grammi di parte edibile circa 61 kcal, un valore vicino a quello della mela e inferiore a molti snack confezionati. Una feijoa media pesa spesso tra 50 e 100 grammi, quindi il contenuto calorico di un frutto resta contenuto.
Il suo interesse nella nutrizione quotidiana non dipende solo dalle calorie. La polpa contiene carboidrati naturali, acqua e una quota significativa di fibra alimentare. Le stime comunemente riportate indicano circa 6,4 grammi di fibre per 100 grammi. La quantità effettiva può variare con cultivar e maturazione, ma il dato spiega perché il frutto sia più saziante di una bevanda zuccherata al gusto tropicale.
La vitamina C è uno dei nutrienti più citati. In 100 grammi si trovano mediamente circa 32,9 milligrammi di vitamina C, secondo i valori divulgati nelle banche dati alimentari di riferimento. Questa vitamina contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, all’interno di un’alimentazione varia. Non è una garanzia contro raffreddori o infezioni, né un sostituto di terapie e indicazioni mediche.
Una porzione da 150 grammi di feijoa può fornire all’incirca 90 kcal e quasi 50 milligrammi di vitamina C, con valori variabili secondo pezzatura e maturazione.
Nella polpa sono presenti anche folati, vitamina B6, potassio e diversi composti vegetali. I flavonoidi e altri antiossidanti interessano la ricerca nutrizionale perché partecipano ai meccanismi di difesa delle piante e possono contribuire alla varietà di sostanze assunte con frutta e verdura. Parlare di benefici, però, richiede misura. Nessun singolo frutto “protegge il cuore” o “abbassa il colesterolo” da solo.
La feijoa non contiene colesterolo, come accade per tutti i vegetali non trasformati. Questo non significa che sia un rimedio per chi ha valori alti nel sangue. Per il controllo del colesterolo contano il quadro alimentare complessivo, il peso corporeo, l’attività fisica, la familiarità e, quando prescritti, i farmaci. Chi segue una dieta clinica deve chiedere indicazioni al medico o al dietista, soprattutto in presenza di diabete, disturbi intestinali o patologie tiroidee.
Lo iodio viene talvolta associato a questo frutto esotico, ma il contenuto dipende molto dal terreno e non va considerato una fonte affidabile per coprire il fabbisogno. Per la tiroide non esistono scorciatoie nel reparto ortofrutta. Il sale iodato, se compatibile con il piano alimentare individuale, e le indicazioni di un professionista restano riferimenti più controllabili.
Come inserire la Feijoa in una dieta equilibrata
Lei può usarla a colazione insieme a yogurt bianco e fiocchi d’avena, oppure a merenda con una manciata di frutta secca. In questo modo la componente dolce del frutto viene accompagnata da proteine e grassi insaturi, con una maggiore sensazione di sazietà. Eviti invece di trasformare ogni porzione in succo filtrato: spremere e filtrare elimina parte della fibra e rende più facile bere quantità elevate in pochi minuti.
Per una macedonia, la feijoa sta bene con kiwi, mela, pera e agrumi. L’abbinamento con fragole o ananas è gradevole, ma in inverno questi ingredienti possono provenire da filiere molto diverse. Scegliere almeno una componente locale e di stagione permette di mantenere un costo più ragionevole e di non acquistare frutta soltanto per l’effetto scenografico.
La presenza di vitamine e antiossidanti rende la feijoa un’aggiunta interessante al cestino della frutta, non un prodotto con promesse sanitarie straordinarie da inseguire a qualunque prezzo.
Come scegliere la Feijoa fresca e quanto costa nei negozi italiani
Comprare una buona feijoa richiede più attenzione che acquistare una banana. La buccia deve essere verde, integra e senza tagli profondi. Piccole macchie superficiali non compromettono per forza la polpa, mentre zone scure molli, odore fermentato o perdite di liquido indicano un frutto troppo avanti nella maturazione.
La pressione delle dita è il controllo più semplice. Una feijoa pronta da consumare cede appena, in modo simile a un avocado non troppo morbido. Se è dura come una pietra, Lei può lasciarla per due o tre giorni in una ciotola a temperatura ambiente. La maturazione procede più in fretta accanto a mele o banane, che rilasciano etilene, il gas naturale coinvolto nella maturazione di molti frutti.
Il profumo è un secondo segnale utile. Un esemplare maturo emana note dolci, verdi e leggermente tropicali già dalla buccia. L’assenza totale di aroma non significa che il prodotto sia difettoso, ma suggerisce che potrebbe avere bisogno di qualche giorno. Al contrario, un odore alcolico è il segnale da non ignorare: la polpa potrebbe essere già fermentata.
| Caratteristica da controllare | Feijoa pronta da mangiare | Feijoa da lasciare maturare | Feijoa da evitare |
|---|---|---|---|
| Consistenza | Leggermente cedevole | Molto soda | Molle o acquosa |
| Profumo | Dolce, aromatico | Debole o quasi assente | Alcolico, acido |
| Buccia | Verde, integra | Verde uniforme | Con muffa, tagli o zone nere profonde |
| Uso consigliato | Entro 1-2 giorni | Dopo 2-4 giorni a temperatura ambiente | Da scartare |
Nel febbraio 2026 il prezzo indicativo di 8-15 euro al chilogrammo colloca la feijoa sopra mele e pere comuni, ma spesso sotto alcuni piccoli frutti venduti in vaschette. Per evitare sprechi, un acquisto iniziale da 300-500 grammi è più sensato di una cassetta intera. Consente di verificare se il gusto piace davvero e di capire in quanti giorni la famiglia riesce a consumarla.
La provenienza incide sul costo. I frutti coltivati in Italia, quando disponibili, possono arrivare dai microclimi della Riviera ligure, dalla Toscana costiera o dal Meridione. Quelli d’importazione possono avere viaggi più lunghi e una raccolta anticipata. L’etichetta di origine non è un dettaglio decorativo: aiuta a interpretare consistenza, prezzo e probabilità di trovare un prodotto già maturo.
Feijoa biologica, sfusa o in confezione
Il biologico può essere una scelta coerente con le preferenze personali, ma non rende automaticamente migliore un frutto ammaccato o raccolto troppo presto. Verifichi sempre data di confezionamento, paese d’origine e stato della buccia. Una confezione trasparente permette di vedere l’intero contenuto; una retina chiusa può nascondere esemplari schiacciati sul fondo.
La vendita sfusa ha un vantaggio pratico: Lei può scegliere frutti a stadi diversi di maturazione. Due già morbidi servono per il consumo immediato, altri due più sodi per i giorni successivi. È un sistema semplice per distribuire il consumo e non ritrovarsi con tutta la frutta pronta nello stesso pomeriggio.
Se la feijoa costa oltre 15 euro al chilogrammo, la scelta va rapportata all’uso reale. Per una macedonia destinata a molte persone può bastare acquistarne due o tre come nota aromatica, completando con frutta più economica. Per mangiarla da sola, meglio preferire pochi frutti maturi e integri invece di pagare una confezione abbondante senza poterla controllare.
La scelta corretta nasce da tre verifiche concrete: origine leggibile, consistenza appena cedevole e quantità proporzionata ai giorni in cui Lei potrà consumarla.
Come mangiare la Feijoa fresca, conservarla e usarla nelle ricette
Il modo più diretto per mangiare la feijoa è semplice. La lavi sotto acqua corrente, la asciughi, la tagli a metà nel senso della lunghezza e raccolga la polpa con un cucchiaino. Il gesto ricorda quello usato per il kiwi. La parte interna più gelatinosa è commestibile e contiene piccoli semi, che non richiedono alcuna rimozione.
La buccia si può mangiare, ma ha un gusto più tannico e amarognolo. Alcune persone la apprezzano in piccole quantità, soprattutto quando il frutto proviene da coltivazione controllata ed è stato lavato bene. Per la maggioranza dei palati è più gradevole concentrarsi sulla polpa. Non esiste un obbligo di consumare tutto: la scelta dipende dal gusto e dalla tolleranza individuale.
Una feijoa tagliata tende a scurirsi a contatto con l’aria, come mela e pera. Se ne resta metà, bagni la superficie con poche gocce di limone, la copra in un contenitore e la metta in frigorifero. Il consumo entro 24 ore mantiene meglio aroma e consistenza. Lasciarla per tre o quattro giorni già aperta è invece un invito allo spreco.
La polpa si presta a preparazioni poco complicate. In un frullato bastano feijoa, yogurt naturale, banana e qualche cubetto di ghiaccio. Per una salsa da dessert può essere mescolata con ricotta vaccina, scorza di limone e poco miele. Il frutto ha una componente dolce naturale, quindi aggiungere zucchero senza assaggiare prima è spesso inutile.
- Tagliata a metà e servita fredda con cucchiaino.
- Unita a kiwi e pera in una macedonia invernale.
- Frullata con yogurt bianco senza zuccheri aggiunti.
- Usata per una confettura con mela, che porta pectina.
- Abbinata a pesce bianco crudo soltanto se la filiera è sicura.
L’ultimo abbinamento richiede prudenza. Una salsa di feijoa può accompagnare tartare o carpacci, ma il pesce crudo va acquistato e trattato secondo le norme sanitarie, con abbattimento quando necessario. Il frutto non rende sicuro un ingrediente gestito male. Per una cucina domestica senza complicazioni, la combinazione con yogurt, formaggi freschi pastorizzati o cereali resta più lineare.
Confettura di Feijoa e quantità realistiche
Per preparare una confettura servono almeno 700-800 grammi di polpa, una quantità che corrisponde a parecchi frutti. Con prezzi rilevati tra 8 e 15 euro al chilo, il costo della materia prima può andare da 6 a 12 euro prima di aggiungere zucchero, limone e vasetti. È una preparazione interessante se Lei ha raccolto il frutto dal proprio giardino o ne ha ricevuto una quantità abbondante; meno conveniente se deve acquistarlo apposta in un negozio specializzato.
La feijoa può essere congelata dopo aver estratto la polpa. La conservazione in piccoli contenitori o sacchetti porzionati permette di usarla in seguito per frullati e dessert. Il congelamento modifica in parte la texture, perciò al ritorno a temperatura ambiente non sarà ideale da mangiare con il cucchiaino, ma rimarrà adatta alle preparazioni frullate.
La soluzione più riuscita resta spesso la più sobria: un frutto ben maturo, freddo di frigorifero e mangiato appena aperto conserva il carattere aromatico che lo distingue.
Coltivare la pianta di Feijoa in Italia e conoscere le precauzioni per la salute
La feijoa interessa anche chi dispone di un giardino, di un terrazzo molto soleggiato o di un orto in zona mite. L’Acca sellowiana è una pianta ornamentale oltre che produttiva, grazie alle foglie argentee e alla fioritura vistosa. Sopporta brevi gelate leggere, ma le condizioni migliori restano quelle di un clima temperato, con estati calde e terreno ben drenato.
Una pianta acquistata in vaso da vivaio ha prezzi molto variabili. Nei cataloghi italiani consultabili nel 2026, gli esemplari giovani in vaso da 2-3 litri partono spesso da 18-30 euro, mentre piante più sviluppate o varietà selezionate possono superare 50 euro. Prima dell’acquisto verifichi il nome della cultivar e l’eventuale necessità di impollinazione incrociata.
Non tutte le varietà fruttificano allo stesso modo se coltivate da sole. Alcune sono considerate autofertili, altre rendono di più con un secondo esemplare compatibile nelle vicinanze. Il vivaista deve fornire informazioni specifiche sulla varietà venduta: acquistare soltanto “feijoa” senza sapere quale pianta si sta portando a casa rende difficile pianificare spazio, impollinazione e raccolto.
Il terreno deve evitare ristagni. Le radici soffrono l’acqua ferma, soprattutto in inverno. In vaso occorre scegliere un contenitore profondo, con fori liberi e uno strato drenante adeguato. La potatura serve soprattutto a contenere l’ingombro e a favorire aria e luce nella chioma; tagli drastici e frequenti possono ridurre la produzione dei frutti.
Feijoa e salute: quando moderare il consumo
Per la maggior parte degli adulti sani, una o due feijoa all’interno di una dieta variata non pongono particolari problemi. La fibra può però causare gonfiore o aumentare la motilità intestinale nelle persone sensibili, specialmente se il consumo è improvviso e abbondante. Chi segue un’alimentazione povera di fibre per indicazione clinica deve adattare le quantità con il professionista che lo segue.
Le allergie alla frutta tropicale sono possibili, anche se non frequenti. Prurito orale, gonfiore di labbra o lingua, orticaria, difficoltà respiratoria o malessere dopo l’assaggio richiedono sospensione immediata del consumo e valutazione medica. Una persona con allergie note al lattice, al kiwi o ad altri vegetali dovrebbe introdurre un alimento nuovo con particolare cautela.
La feijoa non sostituisce farmaci, integratori prescritti o trattamenti per colesterolo, pressione, tiroide e diabete. La presenza di vitamine e antiossidanti è un elemento favorevole nel quadro della normale nutrizione, ma non autorizza promesse terapeutiche. Chi assume farmaci in modo continuativo e desidera modificare sensibilmente la dieta dovrebbe discuterne con medico, farmacista o dietista.
Coltivare e consumare questo frutto può avere un valore concreto: conoscere la stagionalità, scegliere pochi esemplari maturi e rispettare la propria tolleranza alimentare permette di apprezzarne gusto e benefici senza trasformarlo in una moda costosa o in una cura immaginaria.
La feijoa si mangia con la buccia?
La buccia è commestibile dopo un lavaggio accurato, ma il sapore può essere amarognolo e tannico. La polpa prelevata con un cucchiaino è la parte più apprezzata.
Quante calorie contiene una feijoa?
In media 100 grammi di polpa apportano circa 61 kcal. Il peso del singolo frutto varia, quindi anche le calorie della porzione cambiano.
Come faccio a capire se la feijoa è matura?
Deve cedere leggermente alla pressione e avere un profumo dolce e aromatico. Se è molto dura, può maturare per alcuni giorni a temperatura ambiente.
La feijoa è utile contro il colesterolo alto?
Non contiene colesterolo e apporta fibre, ma non è un trattamento per l’ipercolesterolemia. Per valori elevati servono un piano alimentare adeguato e le indicazioni del medico.
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